Una donna con la sua fatica. Un uomo che sta morendo.
Quell’uomo è Fausto Coppi, campione indiscusso e amato, fragile e fortissimo che si trova ad affrontare la sua ultima prova, la più impegnativa. La donna è sua sorella Maria: disperatamente in quelle ultime ore cerca di tenere in vita “il fragile Airone” che sta per prendere il volo per l’ultimo e definitivo viaggio.
Attraverso il racconto di Maria riscopriamo l’uomo Fausto, la sua infanzia, il suo mondo, un mondo fatto di malinconia e sacrifici.
Attraverso la fatica del campione riscopriamo la fatica di una nazione che si stava ricostruendo, un paese che usciva da una guerra devastante e attraverso lo sport, soprattutto attraverso il più povero degli sport, il ciclismo, ritrovava la voglia di uscire per le strade, ritrovava la gioia di vivere.
Quell’uomo è Fausto Coppi, campione indiscusso e amato, fragile e fortissimo che si trova ad affrontare la sua ultima prova, la più impegnativa. La donna è sua sorella Maria: disperatamente in quelle ultime ore cerca di tenere in vita “il fragile Airone” che sta per prendere il volo per l’ultimo e definitivo viaggio.
Attraverso il racconto di Maria riscopriamo l’uomo Fausto, la sua infanzia, il suo mondo, un mondo fatto di malinconia e sacrifici.
Attraverso la fatica del campione riscopriamo la fatica di una nazione che si stava ricostruendo, un paese che usciva da una guerra devastante e attraverso lo sport, soprattutto attraverso il più povero degli sport, il ciclismo, ritrovava la voglia di uscire per le strade, ritrovava la gioia di vivere.
Ed è così, in parallelo, che il “mito” di Coppi e la sua persona si aprono a noi, per farci entrare nella storia di una generazione che costruiva faticosamente la democrazia e che anche se divisa tra i due campioni (Bartali o Coppi) si ritrovava poi insieme di nuovo per costruire un futuro comune.
Oggi come ieri abbiamo bisogno di eroi /campioni che ci insegnino la fatica del vivere, l’ etica della sfida leale, la sana competizione che arricchisce e non divide: oggi come allora possiamo tifare per loro e per degli ideali che sono stati il pilastro di questo paese.
Lo spettacolo si avvale del contributo visivo di Andrea Giansanti, che con le sue atmosfere ci aiuta a entrare in un mondo così apparentemente lontano eppure così presente, che ci emoziona fortemente come spettatori e come uomini.
di Albe Ros
adattamento drammaturgico Daniela Morelli
fondali digitali Andrea Giansanti
costumi Lucia Mariani
regia Maurizio Panici
Note di regia
adattamento drammaturgico Daniela Morelli
fondali digitali Andrea Giansanti
costumi Lucia Mariani
regia Maurizio Panici
Note di regia
Maurizio Panici

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